Buon 25 Aprile, #distantimauniti

E’ un 25 Aprile inconsueto, quello di quest’anno. #distantimauniti

Una giornata di Festa Nazionale, che ci vede commemorare la Liberazione del nostro Paese dalla guerra e dalla oppressione nazifascista, nell’occorrenza del 75esimo anniversario. Ma che ce lo fa fare incompiutamente, senza poter ritrovarci al cippo a commemorare come comunità un momento così solenne ed importante, in maniera molto semplice e sobria, come ci richiede il momento difficile che stiamo vivendo.

Commemoriamo con una immensa gioia e gratitudine questo 25 Aprile, uniti, nello spirito di un Paese che ha saputo farcela ed ha saputo costruire le basi della propria democrazia repubblicana proprio sulle fondamenta della Liberazione che ci è stata garantita da quelle donne e quegli uomini che si sono impegnati in prima persona, chi consapevolmente chi per necessità o per obbligo, quei 45.000 partigiani che hanno sacrificato le proprie vite, quelle donne e quei ragazzi, italiani e stranieri, che sono diventati protagonisti di quella reazione alla Guerra che oggi ci permette di apprezzare i nostri diritti e le nostre libertà.

Saranno tante le manifestazioni nel Paese, purtroppo solo virtuali, per la prima volta dal 1946 senza cortei, discorsi pubblici, senza la socialità che contraddistingue la forza stessa di questa giornata: l’essere una giornata di tutti, una giornata della società civile, quella società civile che, nelle sue diverse sfaccettature e nelle diverse estrazioni sociali si è unita, in quei tragici momenti, accomunati dai valori di libertà ed uguaglianza, per consentire al Paese di rivedere la libertà attraverso la Liberazione dall’oppressione, dalla dittatura e dalla guerra.

Tuttavia, ancora oggi, a 75 anni da quella Liberazione, il 25 Aprile risulta essere divisivo, si sono registrati gesti esecrabili come le svastiche di Cavriago, e ogni anno qualche poco illuminato opinionista o politico ribadisce come sia necessario essere liberati da questo o quel problema – spesso anche problemi drammatici come la Mafia o il Coronavirus. Sciocchezze analogiche che poggiano le proprie basi sulla volontà di perpetuare un revisionismo storico che nulla ha a che vedere con la necessità di contrastare fortemente ogni stato di inegualità e di diseguaglianza, di criminalità organizzata o di emergenza che possa scalfire la nostra possibilità di vivere liberi in un Paese libero, democratico e unito.

Oggi, che siamo chiamati al distanziamento sociale, al derogare da affetti e abitudini, limitando temporaneamente i nostri diritti costituzionali, ci troviamo dinanzi ad un bivio. La scelta non può che essere quella di continuare, con la medesima forza e con la medesima convinzione, a promuovere “l’amore per la Patria e l’amore per la Costituzione” – per dirla con Ciampi – affinché siano i valori e diritti racchiusi nell’essenza della nostra carta costituzionale, e simbolicamente nelle commemorazioni del 25 Aprile che li ha portati a consolidare come elemento fondante della nostra Repubblica, la linfa vitale che consentirà per tempo ancora immemore la memoria dei sacrifici compiuti e la salvaguardia di quella libertà conquistata in un Paese unito e democratico.

Viva l’Italia libera. Viva il 25 Aprile.

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