Buon 04 Novembre. Celebriamo insieme l’Italia Unita.

Anche quest’anno ho avuto il piacere di rappresentare l’Amministrazione Comunale alle Commemorazioni del 04 Novembre di Renazzo. Qui riporto il mio intervento.

Rivolgo un deferente omaggio ai gonfaloni ed un calorososaluto ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, alle autorità militari, religiose e civili, a tutte le cittadine ed i cittadini qui riuniti in questa domenica di commemorazione per celebrare insieme, cittadini ed istituzioni, capoluogo e frazioni, la Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate.
Cento anni fa, il 4 novembre 1918, è la data che celebra la fine vittoriosa del 1° conflitto mondiale – la Grande Guerra e commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con l’Impero austro-ungarico. Questa data è divenuta, grazie all’opera illuminata dei costituenti repubblicani ‘giorno dell’unità nazionale e delle Forze Armate e dobbiamo, con enorme rispetto, cordoglio ed orgoglio unirci nel ricordo di quei 4 milioni di soldati mobilitati di cui 250.000 giovani appena diciottenni, 600.000 caduti e 1.500.000 feriti, che hanno combattuto, per lo più in maniera straniante, in trincea, in condizioni fisiche ed ambientali spesso oltre il limite, per garantire un proprio futuro a loro e ai propri cari, in una Italia libera ed indipendente.

È grazie a quella vittoria se oggi quello italiano non è più soltanto un popolo ma è una Nazione unitaria ed indipendente, e oggi, anche in tempi di oramai costante crisi valoriale e socio-politico-economica, l’attenzione alla Nazione stessa dovrebbe poter essere elemento di speranza e di auspicio. È l’etimologia stessa della parola, la natio latina, con questo suo richiamo alla “nascita”, che ci deve instillare quei sentimenti unitari di identità, di radicamento e di rinnovamento che è dovere di ciascuna generazione tramandare a quelle successive, al di fuori di intenti retorici o propagandistici.

Commemorare l’Italia Unita e le Forze Armate ci deve portare a riflettere anche sull’evoluzione del nostro vivere quotidiano. Assistiamo infatti, in questi ultimi anni in maniera sempre crescente, in questi ultimi mesi in maniera drammaticamente dirompente, ad una revisione concettuale del paradigma relazionale fra Stato e Nazione. Le pulsioni indipendentiste, non più federaliste come in passato o come in altre regioni d’Europa ma oramai autarchico-sovraniste, stanno concorrendo sempre più alla de-nazionalizzazione dello Stato attraverso un processo di de-politicizzazione che coincide con una disintermediazione e quindi da ultimo delegittimazione di quegli organi, il Parlamento in primis, che hanno concorso al maturamento di una democrazia libera e stabile. Diventa, così,complesso riuscire a promuovere i valori ed i sentimenti della nostra Italia quando gli stessi organi democratici e rappresentativi sfidano, spesso in maniera puramente goliardica la nostra Carta Costituzionale e le prerogative dei poteri dello stato, con i pesi ed i contrappesi da cui un sistema democratico libero e maturo non può prescindere. Siano essi l’affissione di una bandiera di partito in luogo del Tricolore sul pennone di una residenza municipale o il costante minare la credibilità delle istituzioni mediante provocatorie discussioni che affievoliscono i confini fra i vari poteri separati delle Stato, quello esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario.

Vedere però questa partecipazione sincera e genuina della cittadinanza, e anche dei più piccoli, a questa manifestazione di commemorazione che nella nostra frazione è diventata consueta e particolarmente sentita, quest’anno grazie all’eccellente collaborazione della Pro Loco di Renazzo, ci fa sperare che questi fenomeni ancorché allarmanti non siano né così radicati né così diffusi.

Da ultimo, non può mancare un pensiero all’oggi contingente, e a quell’Italia che è flagellata da un’ondata di maltempo quasi senza precedenti, che ha colpito varie Regioni, da Nord a Sud, lasciandoci attoniti di fronte alla forza della “natura matrigna” di leopardiana concezione. Radicati e diffusi sono, invece, in questo caso i sentimenti di gratitudine verso quegli oltre 5.000 Vigili del Fuoco, i volontari delle Colonne Mobili regionali presenti con oltre 7.500 unità e le Forze Armate che stanno ultimando i propri lavori di messa in sicurezza delle zone maggiormente colpite.

E’ in questi momenti di emergenza che le professionalità, l’umanità e la competenza di quegli uomini e donne in divisa devono essere ben impresse nelle nostre menti e deve essere ben saldo il nostro pensiero verso di loro, che – come ribadito dal Presidente Mattarella – rappresentano il presidio “di una tradizione di valori, civiltà e cultura propri della nostra storia”. Quella storia di cui siamo figli, e che ciascuno di noi, nel proprio vivere quotidiano, è chiamato a scrivere con i propri gesti e i propri esempi.

Viva il 4 novembre. Viva l’Italia unita. Viva Cento.

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